Ci sono ricordi che non sbiadiscono mai. Il rumore del motore, il profumo del mare, il sole sulla pelle e quella sensazione di libertà che soltanto una giornata in gommone poteva regalare. Per me, la pesca è cominciata così, negli anni Ottanta, accanto a mio padre, durante le nostre vacanze in famiglia. Non servivano grandi attrezzature o catture straordinarie: bastavano una lenza, il nostro piccolo Lomac e la felicità di stare insieme.
Non ricordo tutte le catture di quelle estati, ma ricordo le emozioni di ogni giornata trascorsa in mare con mio padre e la mia famiglia.
Il nostro primo gommone era un piccolo Lomac arancione e nero, con un motore Evinrude da 25 cavalli. Non aveva volante né grandi comodità, ma per noi era una finestra su un mondo meraviglioso. A bordo c’eravamo noi bambini, mamma, papà e persino il nostro pastore tedesco. Partivamo alla scoperta di calette e spiagge, tra bagni, risate e qualche pescata. Dalla Sardegna alla Calabria, dalla Puglia alla Campania, fino alla Sicilia, alla Grecia e alla Turchia, ogni vacanza aggiungeva un nuovo capitolo alla nostra storia di famiglia.


La pesca, in fondo, era soltanto una parte di quelle giornate. C’era il piacere di navigare lungo la costa, scoprire una caletta nascosta, fermarsi per un bagno e poi riprendere il mare. A volte si pescava qualcosa, altre volte si tornava senza catture, ma non importava. Eravamo insieme, lontani dalla fretta e dalle preoccupazioni, con tutta una giornata davanti e il Mediterraneo intorno a noi. Sono quei momenti semplici, vissuti con la mia famiglia, che ancora oggi mi fanno sorridere quando ripenso alle estati della mia infanzia.
Il mare cambia, i ricordi restano
Sono passati tanti anni da quelle estati, i gommoni sono cambiati e noi siamo cresciuti. Ma ogni volta che torno in mare, ritrovo qualcosa di quei giorni: il rumore dell’acqua contro lo scafo, l’attesa di un’abboccata e la gioia delle piccole cose. È una passione che mio padre ha saputo trasmetterci e che continua a tenerci legati ai nostri ricordi più belli. C’HA DATO! nasce anche per questo: per custodire quelle emozioni e condividerle con chi, come noi, sente il mare nel cuore. Perché le catture si dimenticano, ma le giornate vissute insieme restano per sempre.
Gli anni Novanta: cambia il gommone, non la passione
Con l’arrivo degli anni Novanta cambiarono anche le nostre vacanze. Viaggiavamo con i nostri genitori in camper, ma c’era una cosa alla quale non eravamo disposti a rinunciare: il gommone.
Il vecchio Lomac, che ci aveva accompagnato in tante avventure, era diventato poco pratico da trasportare. Così nostro padre trovò una soluzione: acquistò uno Zodiac Futura, più moderno e leggero, senza i tradizionali paglioli rigidi. Il fondo, gonfiato a una pressione superiore rispetto ai tubolari, diventava sufficientemente rigido da rendere il gommone pratico e stabile.
Anche il motore cambiò: arrivò un Evinrude blu da 15 cavalli, più leggero e adatto alle nostre nuove esigenze.
Ma una cosa rimase esattamente come prima: quel gommone non serviva soltanto per andare al mare. Serviva soprattutto per andare a pescare!
Cambiarono il gommone, il motore e il modo di viaggiare, ma non l’emozione di uscire in mare insieme. E nemmeno quella voce che, davanti alla prima abboccata, continuava a farsi sentire:
«C’HA DATO!»



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